Per risparmiare gas d’inverno le due mosse che contano di più sono tenere la casa a 19-20 °C e accendere il riscaldamento solo nelle ore in cui serve: secondo l’ENEA ogni grado in meno può ridurre il consumo di combustibile fino al 10%. Subito dopo vengono la manutenzione della caldaia, le valvole termostatiche e il prezzo del gas che paghi.

Aggiornato al 18 ottobre 2026

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1. Temperatura: 19-20 °C bastano

La legge fissa un massimo di 20 °C (con 2 °C di tolleranza) negli edifici residenziali durante il periodo di riscaldamento (DPR 74/2013). L’ENEA indica 19 °C come temperatura sufficiente per il comfort e stima che ogni grado in meno possa far risparmiare fino al 10% di combustibile (decalogo ENEA sul riscaldamento). Abbassare di 1 grado e accendere un’ora in meno al giorno può arrivare, secondo la stessa fonte, a circa il 15%.

Di notte o quando sei fuori casa non serve spegnere del tutto: con un cronotermostato puoi impostare una temperatura più bassa (es. 16-17 °C) così la caldaia non deve riscaldare da zero al rientro.

2. Orari e periodi di accensione per zona climatica

Il DPR 74/2013 divide l’Italia in sei zone climatiche, con periodi e ore massime di accensione per gli impianti. I Comuni possono ampliarli con un’ordinanza in caso di freddo intenso.

Zona climaticaPeriodo di accensioneOre al giorno (max)Esempi di città
A1 dicembre – 15 marzo6Lampedusa e Linosa, Porto Empedocle
B1 dicembre – 31 marzo8Palermo, Catania, Reggio Calabria
C15 novembre – 31 marzo10Bari, Taranto, Lecce, Napoli
D1 novembre – 15 aprile12Roma, Firenze, Genova
E15 ottobre – 15 aprile14Milano, Torino, Bologna
Fnessun limitenessun limiteCuneo, Belluno

Fonte: DPR 74/2013, art. 4. La zona climatica del tuo Comune è indicata nell’allegato A del DPR 412/1993 e di solito sul sito del Comune.

Chi vive in Puglia, ad esempio a Taranto, Bari o Lecce, è in zona C: il riscaldamento centralizzato parte il 15 novembre, con un massimo di 10 ore al giorno. Con l’impianto autonomo i limiti di periodo e orario valgono comunque, ma sei tu a decidere come distribuire le ore.

3. Quanto vale in euro: un esempio

Ipotesi dichiarata: una famiglia consuma 1.400 Smc di gas l’anno, di cui circa 1.000 Smc per il riscaldamento (la quota reale dipende da casa, isolamento e zona). Se riduce il consumo del riscaldamento del 10% abbassando di un grado il termostato:

  • Smc risparmiati: 1.000 × 10% = 100 Smc
  • Con un’offerta a prezzo fisso da 0,599 €/Smc (la materia prima più bassa nel nostro confronto di ottobre 2026): 100 × 0,599 = 59,90 € di sola materia prima
  • Con un’offerta variabile al PSV di settembre 2026 (0,8436 €/Smc, fonte A2A) più uno spread di 0,06 €/Smc: 100 × 0,9036 = 90,36 €

A queste cifre si aggiungono trasporto, oneri e imposte che crescono con i consumi, quindi il risparmio in bolletta è un po’ più alto della sola materia prima.

4. Manutenzione della caldaia

Una caldaia regolata e pulita brucia meno gas per scaldare la stessa casa. La manutenzione periodica e il controllo di efficienza energetica sono obbligatori per legge con le scadenze indicate dall’installatore o dal libretto d’impianto; l’ENEA ricorda che chi non li fa rischia sanzioni a partire da 500 €.

5. Valvole termostatiche e cronotermostato

Le valvole termostatiche permettono di regolare la temperatura stanza per stanza: secondo l’ENEA possono ridurre i consumi fino al 20%. Sono obbligatorie nei condomini con riscaldamento centralizzato, insieme alla contabilizzazione del calore. In un impianto autonomo il primo passo è un cronotermostato programmabile.

6. Le piccole abitudini che contano

  • Non coprire i termosifoni con mobili o tende pesanti; un pannello riflettente tra muro e radiatore riduce la dispersione verso l’esterno.
  • Chiudi tapparelle e persiane la sera.
  • Arieggia per pochi minuti, con il riscaldamento spento o al minimo, invece di lasciare le finestre socchiuse a lungo.
  • Controlla spifferi da porte e finestre: guarnizioni e paraspifferi costano pochi euro.

7. Controlla quanto paghi il gas

Ridurre i consumi è metà del lavoro; l’altra metà è il prezzo. A ottobre 2026 il PSV è salito per il terzo mese di fila (vedi andamento di PUN e PSV): chi ha un’offerta variabile paga i rincari dell’inverno. Guarda nella bolletta il prezzo della materia prima (guida: come leggere la bolletta del gas) e confrontalo con le offerte nel comparatore luce e gas. Se decidi di cambiare, i passaggi sono nella guida come cambiare fornitore gas.

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Domande frequenti

Quanto si risparmia abbassando il riscaldamento di un grado?

Secondo l’ENEA fino al 10% di combustibile per ogni grado in meno. Il risparmio reale dipende da isolamento della casa, zona climatica e impianto.

Da quando si può accendere il riscaldamento?

Dipende dalla zona climatica: ad esempio dal 15 ottobre in zona E (Milano, Torino), dal 1° novembre in zona D (Roma), dal 15 novembre in zona C (Bari, Taranto, Lecce, Napoli). Il Comune può anticipare l’accensione con un’ordinanza.

Conviene spegnere la caldaia di notte?

Di solito conviene abbassare la temperatura di qualche grado con il cronotermostato più che spegnere del tutto, soprattutto nelle case poco isolate, dove riscaldare da zero richiede più gas.

Le regole sugli orari valgono anche con la caldaia autonoma?

Sì, periodo e ore massime giornaliere del DPR 74/2013 valgono per tutti gli impianti, salvo alcune eccezioni previste dal decreto (ad esempio ospedali e alcuni edifici speciali).


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